Free Gengival Graft (Innesto Gengivale Libero)

Paziente che ha eseguito una gbr orizzontale e verticale con membrana riassorbibile in mandibola posteriore e contestuali impianti. Come spesso di verifica, quando si fanno questi interventi si predilige la buona riuscita della gbr al mantenimento dell’architettura del tessuto molle, passivando il lembo in sede di intervento e suturando per prima intenzione con un’eversione dei margini dei lembi. Questa sutura chiude ermeticamente la ferita ma porta alla perdita della gengiva cheratinizzata poiché i margini eversi in gran parte si riassorbono perché lontani dalla base vascolare, che invece riesce a sigillare bene i lembi primari. 

Altro problema è la riduzione della profondità del fornice dovuto all’avanzamento crestale dei lembi. 

Personalmente, condividendo l’idea di altri autori, ritengo che il buon mantenimento di un impianto a lungo termine sia correlato strettamente alla quantità e alla qualità del tessuto cheratinizzato denso intorno al collare perimplantare. 

In virtù di ciò, in questi casi prima di scoprire l’impianto bisogna avere tessuti molli idonei a procedere senza remore con il restauro protesico: questo si può ottenere con un innesto libero gengivale, epitelio-connettivale.

Il lembo ricevente viene allestito a spessore parziale, spostando apicalmente la mucosa in modo tale da rendere disponibile il periostio basale ben vascolarizzato ed allo stesso tempo approfondire il fornice. 

Il sito di prelievo invece varia in base al tipo trama tissutale desiderata (tessuti prelevati da siti vicini tendono ad avere medesimo colore e grado di cheratinizzazione; la zona del tuber è molto densa ma esteticamente caratterizzata dall’assenza della tramatura a buccia d’arancia tipica invece delle zone in premaxilla; ancora il palato ha una trama che è una via di mezzo, ma in prossimità delle rughe palatine il connettivo si assottiglia per lasciare spazio al tessuto adiposo che ne rimpiazza la disposizione).

Tendenzialmente la zona più utilizzata è il palato in zona da 5 a 7, distalmente alle rughe palatine e senza arrivare al palato molle; senza invadere i solchi gengivali delle radici palatine degli elementi dentari, e senza arrivare verso la linea mediana poiché troveremmo vasi di calibro maggiore. 

il tessuto prelevato in questo caso deve comprendere l’epitelio e ill connettivo sottostante includendo meno tessuto adiposo possibile, e lasciando il periostio (nella parte distale alle rughe palatine, il tessuto adiposo è solitamente poco rappresentato quindi il connettivo è in stretto contatto con il periostio) adesso all’osso per facilitare la guarigione che sarà per seconda intenzione: qui può essere applicato una stecca di collagene, o un impacco parodontale, l’importante è controllare bene l’emostasi dei vasi che sanguinano e vanno cauterizzati se non volete avere una telefonata dal paziente…

Nel caso qui presente l’innesto libero non viene disepitelizzato perché rimane esposto; deve essere ben stabilizzato da suture compressive.

Dopo 2 mesi abbiamo la maturazione e si può prendere appuntamento per scoprire gli impianti ed assicurare un buon mantenimento del lavoro nel tempo al paziente.

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