Innesto libero epitelio-connettivale
Atrofia della gengiva cheratinizzata dopo gbr. Si nota dalla foto pre una sottile banderella che non sarebbe idonea a supportare i restauri protesici del ponte su impianti che è in programma in questo paziente. Infatti la mucosa non è bene adesa al margine protesico e può indurre la penetrazione di batteri che predisporrebbero il sito ad una mucosite..
Molto fastidiosa per il paziente nonchè potenzialmente dannosa per l’osso perimplantare.
Quindi una volta guarita la gengiva dopo l’applicazione delle viti di guarigione, si procede
all’allestimento del sito ricevente, sagomiamo l’innesto prelevato dal palato in modo che aderisca bene alle convessità delle viti di guarigione e allo stesso tempo trovi il massimo contatto con la base vascolare.
Sutura compressiva composta da punti semplici al periostio sottostante e suture sospese che partono da apicali al sito ricevente, ovvero dove il periostio è ancora adeso all’osso sottostante perché non è stato toccato dalla nostra incisione, e si ancorano al versante linguale, o intorno alle viti di guarigione come un cappio. L’importante è ottenere una compressione omogenea dell’innesto sul letto vascolare.
Si noti la stabilizzazione. Poi la rimozione delle suture a 15 gg, dove il tessuto sta granulando e il sito donatore sta guarendo per seconda intenzione.
Poi la maturazione a 2 mesi. La quantità di tessuto cheratinizzato è aumentata di 5-6 volte rispetto alla baseline iniziale.
Foto del restauro protesico, si nota la compressione degli elementi sul margine gengivale che oltre che un aspetto naturale, sigillano i tramiti mucosi implantari assicurando in condizioni di igiene idoneo la non comparsa di mucositi.