Ancoraggio bicorticale alla parete mediale del seno in caso di grave atrofia
Dopo un’anestesia locoregionale e un blocco del nervo infraorbitario, viene sollevato un lembo a tutto spessore.
Parete laterale della mascella esposta ed antropotomia eseguita per rivelare la membrana di Schneider.
Il rialzo del seno viene eseguito con esposizione completa della parete mediale del seno che sarà il bersaglio della fresa durante l’osteotomia implantare.
Dopo un’accurata pulizia dei difetti ossei gli impianti vengono posizionati e fissati alla parete mediale del seno, il che consente di raggiungere un notevole torque di stabilità primaria anche in una cresta ossea residua così scarsa.
I frammenti di osso autogeno vengono raccolti dalla tuberosità e dal processo zigomatico.
Dopo il riempimento dello spazio sottosinusale con osso eterologo, attorno agli impianti viene posizionato osso autologo e nella parte superficiale del sito di innesto viene ribasata una miscela 50/50 autogeno/eterologo.
La rete in titanio viene fissata prima palatale con 4 viti da 4 mm, e poi buccalmente con 3 viti, con raggiungimento di osso compatto sotto la rete in titanio.
Viene eseguito il rilascio del lembo e viene eseguita una sutura per prima intenzione con materassaio orizzontale e punti singoli.
Guarigione a 2 settimane controllare e cbct con conferma della stabilità dell’innesto e dell’ancoraggio della parete mediale senza perforazione della membrana nasale.
Dopo 6 mesi la time mesh viene rimossa e viene posizionata la componente secondaria di guarigione.
Vengono eseguite le procedure standard di riabilitazione protesica e viene eseguita una radiografia finale.